Violenza sulla donne: a che punto è il piano d’azione straordinario? Presentata interrogazione parlamentare

basta-violenza_ritaglio

Interpellanza

è universalmente riconosciuto che la violenza non si combatte solo in modo repressivo, la violenza contro le

donne è un fenomeno culturale che riguarda la società intera;

il contrasto alla violenza maschile contro le donne deve essere una priorità per il nostro Paese che

va affrontata partendo dalle radici su cui si fonda la violenza stessa e cioè l’incapacità a riconoscere

ed accettare la libertà delle donne. È necessario dunque partire dalla scuola e dall’educazione, dalla

destrutturazione degli stereotipi, del rafforzamento dell’autonomia e alla libertà delle donne e dal sostegno

la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne, precisa, all’articolo 3, che la violenza contro

le donne è una violazione dei diritti umani ed una forma di discriminazione contro le donne. La stessa

Presidente della Camera ha sottolineato, nel suo intervento il 19 settembre 2014, in occasione della

conferenza internazionale “ al sicuro dalla paura, al sicuro dalla violenza”, come la Convenzione di Istanbul

sia un passaggio storico, eccezionale, che bisogna valorizzare utilizzando tutti i mezzi a disposizione per

mettere fine a questo fenomeno, agendo in maniera strategica, coordinata e sinergica, come indicato

il Governo italiano, in data 14 agosto 2013, ha emanato il decreto-legge n. 93, convertito, con

modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, recante «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e

per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle

l’articolo 5 del citato decreto, prevede l’adozione da parte del Ministro delegato alle pari opportunità,

previa intesa in sede di Conferenza unificata, di un Piano d’azione straordinario contro la violenza

sessuale e di genere, che deve essere elaborato con il contributo delle amministrazioni interessate, delle

associazioni di donne impegnate nella lotta contro la violenza e dei centri antiviolenza, in sinergia con la

nuova programmazione dell’Unione europea per il periodo 2014-2020. Con il provvedimento, il ministro

dell’Interno Angelino Alfano, commentò: «le vittime di violenze non sono più sole». Tre gli obiettivi

centrati: «Prevenire i reati, punire i colpevoli, proteggere le vittime»;

il suddetto decreto-legge ha stanziato un incremento del fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari

opportunità dedicato ad azioni per i centri antiviolenza e alle case-rifugio: in particolare, 10 milioni di euro

per l’anno 2013, 7 milioni di euro per l’anno 2014 e 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015 (art.

lo stesso ministro, nel corso di una conferenza stampa indetta il 7 Agosto 2014, ha ricordato di aver

promosso due provvedimenti per il contrasto alla violenza di genere, il primo quando era Ministro della

Giustizia e il secondo da ministro dell’Interno e che il tema della violenza di genere è stato messo come

ad oggi non vi è alcuna certezza sulla predisposizione e l’avvio del Piano d’azione straordinario contro la

violenza sessuale e di genere e non sussiste alcuna relazione al parlamento, volta a chiarire i criteri di

ripartizione delle risorse stanziate per la prevenzione del fenomeno, per il sostegno e per l’accoglienza

quale sia allo stato attuale l’elaborazione del Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale

e di genere e se non si ritenga necessario intervenire per monitorare i lavori e rendere più celere la

presentazione del Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere prima dello scadere

Di Salvo,Labriola, Nardi, Piazzoni, Migliore Fava, Lacquaniti, Lavagno, Pilozzi, Zan

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *