TAV: valutazione di impatto ambientale datata. Presentata interrogazione parlamentare

TAV  L

ACQUANITI e ZAN. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:

mancano poco più di due mesi e il progetto che prevede la realizzazione dell’alta velocità Brescia-Verona sarà pronto per essere messo in cantiere con l’acquisizione delle aree, lo si apprende «dall’avviso di pubblica utilità» formalizzato in data 26 settembre 2014 da Italferr;

il progetto preliminare dell’opera è stato approvato nel 1991; la prima valutazione d’impatto ambientale appare pertanto del tutto datata, risalendo al 1992, originariamente espressa sul progetto preliminare sopra ricordato;

l’ulteriore valutazione d’impatto ambientale risale al 2002, e successivamente non sono state approvate altre valutazioni d’impatto ambientale; il progetto definitivo dell’opera è stato approvato con delibera del CIPE del 5 dicembre 2003;

in data 15 settembre 2014 è pervenuta ai comuni interessati la documentazione del progetto definitivo, inviata dal consorzio d’imprese CEPAVDUE, Consorzio Eni per l’alta velocità, (Saipem, Società Italiana Condotte d’Acqua Spa, Pizzarotti & C. S.p.A, Impresa Costruzioni Maltauro), general contractor di quest’opera in questa tratta;

il 17 settembre 2014 è pervenuta ai comuni interessati, da parte del medesimo Consorzio CEPAVDUE, l’istanza di avvio di procedura della verifica di ottemperanza, che è procedura semplificata di valutazioni d’impatto ambientale per le opere rientranti nella «legge obiettivo»;

tutte le amministrazioni comunali coinvolte dall’opera sulla tratta Brescia-Verona, eccettuato il comune di Verona, anche in considerazione che la delibera del CIPE costituisce variante urbanistica del piano di governo del territorio dei comuni interessati cui essi non possono opporsi, hanno richiesto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare una nuova valutazione d’impatto ambientale, essendo ormai datate e scadute le precedenti valutazioni d’impatto ambientale, in considerazione delle mutate condizioni socio-economiche intervenute in oltre vent’anni;

i cantieri che saranno eretti per la costruzione della tratta ferroviaria, produrranno prevedibilmente, per estensione e durata, notevoli disagi alla popolazione locale, senza che con essa siano state avviate significative sedi di discussione e coinvolgimento delle decisioni assunte e delle delibere emanate, se non ad opera delle amministrazioni locali;

la progettata tratta ferroviaria ad alta velocità attraversa, così come definito nel progetto originario, la regione di grande pregio storico e ambientale delle Colline Moreniche e del Garda meridionale, a forte vocazione turistica, che negli ultimi anni, tuttavia, ha registrato grande sviluppo con investimenti notevoli nel patrimonio museale e nelle strutture ricettive;

la progettata tratta ferroviaria ad alta velocità, così come definito nel progetto originario, attraverserà la zona a sud del Garda adibita a pregiate coltivazioni vitivinicole, e in particolare alla coltivazione del Lugana, la cui area sarà interessata dall’opera, e le coltivazioni in gran parte irrimediabilmente distrutte; il Lugana è risultato d’eccellenza del settore vitivinicolo, che proprio negli ultimi anni ha visto una selezione delle uve, e l’innalzamento del prodotto con esportazione in tutto il mondo, in particolare fuori dell’Europa, con la triplicazione degli ettari coltivati, e solo negli ultimi cinque anni il raddoppio del fatturato per complessivi 49 milioni di euro e l’imbottigliamento di 12 milioni di bottiglie –:

se i Ministri interrogati, alla luce delle valutazioni in premessa e in particolare in considerazione dell’impatto che il cantiere, che durerà sette anni, e poi l’opera conclusa avranno sul territorio, non ritengano di dover rivedere il progetto definitivo dell’opera che risale a più di vent’anni fa;

in quali tempi si ritenga di dover produrre nuova valutazione d’impatto ambientale, come richiesto dai comuni interessati dall’opera;

se i Ministri non ritengano, prima della cantierizzazione dei lavori, di dover aprire un tavolo di discussione con le amministrazioni interessate;

pur nella considerazione che non sia più oggettivamente possibile revocare il progetto e anzi nella constatazione del suo ruolo per la modernizzazione del Paese, nell’auspicio che i Ministri e il CIPE deliberino tuttavia sue significative variazioni nel rispetto della peculiarità dell’area geografica di grande pregio, quali misure amministrative ed economiche volte a mitigare gli effetti negativi dell’opera, i Ministri ritengano possano essere adottata, a favore delle amministrazioni coinvolte e delle economie locali, e in particolare a favore dell’industria turistico-alberghiera e a favore del Consorzio del Lugana DOC;

in considerazione della presenza decennale nel territorio della provincia di Brescia, di criminalità di stampo mafioso, appurata da sentenze e inchieste giornalistiche, quali iniziative di competenza ritengano possano essere attivate al fine di evitare le infiltrazioni nelle prevedibili attività a latere dell’opera. (4-06235)

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