Sul decommissioning del nucleare non vi può essere ombra di corruzione

corruzione

Gli organi di stampa, in particolare un articolo de L’Espresso, descrivono quanto emerso dalle indagini della Procura di Milano su Expo 2015. Ne emerge un quadro sconfortante di tangenti da cifre vertiginose da cui non sarebbe esente il sito nucleare di Saluggia.

Da quanto emerge vi sarebbe un caso di corruzione relativo alla gara d’appalto di Sogin, per favorire una particolare impresa nell’appalto per il sito temporaneo di stoccaggio di rifiuti nucleari del vercellese.

E’ incredibile e inaccettabile come in Italia non si possa effettuare un appalto senza avere l’ombra della corruzione, situazione resa se possibile ancor più grave se si considera che è interessato l’impianto nucleare italiano di gran lunga più rilevante.

Per questo motivo, ho depositato un’interrogazione parlamentare  per chiedere chiarezza e maggiore trasparenza rispetto alle metodologie e alle tempistiche del decommissioning nucleare e rispetto all’individuazione del sito unico nazionale.

Fabio Lavagno

 

Di seguito il testo dell’interrogazione

Interrogazione a risposta scritta
Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro
dello sviluppo economico.
Per sapere – premesso che:
da quanto si apprende da organi di stampa, le indagini della Procura di Milano su Expo 2015 hanno
rivelato fenomeni di corruzione piuttosto rilevanti negli appalti relativi a Sogin. Sogin è la società
statale che si occupa dello smantellamento degli impianti, controllata dal Ministero dell’economia e
delle finanze e opera secondo gli indirizzi strategici formulati dal Ministero dello sviluppo
economico, alla quale è stata affidato il compito di dismettere le centrali nucleari chiuse dopo il
referendum del 1987;
nonostante le confessioni di molti inquisiti, le indagini non hanno ancora potuto smascherare i
destinatari finali dei fenomeni di corruzione, per un totale accertato di 300 mila euro. La Procura
continua a indagare, quindi, in un quadro che sta portando gli inquirenti a sospettare che nei giri di
denaro nero siano coinvolti altri complici potenti, ma ancora sconosciuti;
secondo da quanto si apprende, gli arrestati, nonostante numerose contraddizioni contestate dai
pubblici ministeri, continuano infatti a sostenere di aver organizzato tre diversi sistemi di tangenti,
del valore di più di tre milioni di euro, con lo scopo di truccare gare d’appalto per centinaia di
milioni di euro. In particolare uno degli arrestati nello scorso maggio aveva rapporti riservati con i
dirigenti della Sogin, dichiarando di aver incassato in contanti per la gara d’appalto della Sogin 490
mila euro, trattenendosi 300 mila euro e dividendo il resto tra lui ed altri soggetti;
queste tangenti erano il prezzo incassato dai faccendieri per favorire una particolare impresa
nell’appalto per la discarica nucleare di Saluggia (VC);
nel sito di Saluggia, in provincia di Vercelli, sono ospitati oltre i quattro quinti di tutte le scorie
nucleari ad elevata radioattività presenti in Italia;
come è noto, non esiste in Italia un deposito centralizzato per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi di
seconda categoria e per lo stoccaggio a lungo termine di quelli di terza. l’Ispra, l’Istituto superiore
per la protezione e la ricerca ambientale, ha pubblicato, con notevole ritardo, la guida tecnica n.29
relativa ai criteri per l’individuazione del sito per la realizzazione del deposito unico nazionale per le
scorie nucleari -:
se il Ministro sia a conoscenza delle problematiche sopra esposte e quali azioni intenda
intraprendere per garantire la massima trasparenza rispetto alle metodologie e alle tempistiche del
decommissioning del sito vercellese e rispetto all’individuazione del sito unico nazionale.
On. Fabio Lavagno

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