Quattro considerazioni di Titti Di Salvo sul voto per le Europee 2019

1) In Europa non hanno prevalso i sovranisti. Che però hanno avuto risultati consistenti in alcuni dei paesi fondatori dell’Europa come la Francia e l’Italia.
2) Quando in Italia la Lega arriva a percentuali così rilevanti il giudizio non può che essere preoccupato. Per il futuro del paese messo a rischio da ricette economiche tanto spavalde quanto inefficaci, per la minaccia concreta di un ritorno al Medioevo dei diritti e delle liberta’, come ci hanno spiegato con il congresso delle famiglie a Verona, per l’ambiguità del loro rapporto con Casapound e le varie onde grigionere. Senza dimenticare il 17 per cento di voti del M5S, punito per l’incompetenza e il cinismo arrogante, ma comunque ancora destinatario di un numero cospicuo di voti che continuerà a mettere a disposizione della Lega. Pur di non tornare al voto e lasciare definitivamente il potere.
3) Il partito democratico ha tenuto: è vivo come dice Nicola Zingaretti.
Nelle grandi città come Roma, Milano, Genova, Firenze è più che vivo, e’ il primo partito. Brucia la sconfitta di Chiamparino in Piemonte, a me soprattutto che sono torinese e ho visto il centro sinistra fuori dal governo della mia città e ora anche dalla Regione. Anche se a Torino i risultati sono stati molto positivi. E d’altra parte non solo l’Italia è provincia, ma il
Piemonte lo e’, visto che dei quasi 8000 comuni italiani, più di 1000 sono appunto in Piemonte. Ed e’ in provincia che si concentra al Nord il voto alla Lega. Comunque il Pd e’ vivo e non era scontato. Ora davanti a noi i problemi della creazione di una alternativa credibile di centrosinistra e di una opposizione efficace. Il risultato del 26 maggio ci da’ comunque l’energia per andare avanti e premia lo sforzo di tanti. Ci fa vedere anche come una campagna elettorale fatta in modo unitario e compatto, senza la polemica politica interna, e’ una condizione necessaria. Sarebbe bello se ciò venisse riconosciuto.
4) A Roma il risultato del partito democratico e’ particolarmente positivo. Non per demerito dell’azione amministrativa della Raggi che pure è talmente grave da non poter essere ignorata da nessuno, ma per merito dell’azione politica concreta di tutto il Pd di Roma nei singoli municipi, e non solo dove governiamo e nel Consiglio capitolino. Ora dobbiamo cucire tutto ciò in una proposta per la rinascita economica produttiva e culturale della città, al centro e in periferia.

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