Porto di Trieste: il ministro Lupi si attivi su questa infrastruttura strategica. Depositata interrogazione parlamentare

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Interrogazione a risposta scritta

 

 

Al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti

Premesso che,

  • il Porto di Trieste rappresenta una fondamentale infrastruttura strategica per il sistema di trasporto dell’Europa e dell’intero paese, essendo collocato all’incrocio fra le direttrici Nord/Sud del Corridoio Adriatico Baltico e quelle Est/Ovest del Corridoio n. 5 Lisbona – Kiev;
  • il Porto di Trieste presenta grandi potenzialità di sviluppo dei propri traffici da e verso il centro e il Nord Europa, finora non pienamente espresse anche a causa del gap infrastrutturale e della concorrenza esercitata dal vicino porto sloveno di Capodistria;
  • l’area portuale è suddivisa in due diversi ambiti: il primo, denominato Porto nuovo, è sede della maggior parte delle infrastrutture portuali più moderne ed è quello dove avviene la movimentazione della maggior parte dei contenitori e delle merci; il secondo, denominato Porto vecchio e di estensione pari a circa 600.000 mq, è caratterizzato dalla presenza di strutture antiquate e inadatte alle moderne attività portuali ed è da molti anni per larga parte completamente inutilizzato e rappresenta il più grande water – front ancora non riqualificato presente in Europa;
  • il vigente Piano regolatore portuale risale al 1957, e da allora si è proceduto esclusivamente tramite varianti; nel 2010 è stato approvato il nuovo Piano regolatore generale, strumento che affronta con ottica di sistema la realizzazione di opere che Porto città e Regione attendono da anni, quali il raddoppio del Molo VII, il collegamento tra il V ed il VI, la Piattaforma logistica, e disegna altresì un possibile sviluppo per tutto il Water front del Porto vecchio; in data 12.12.2011 è stato inviato al Ministero dell’Ambiente per la Valutazione di Impatto Ambientale corredato dallo Studio ambientale preliminare integrato (Sapi) e dalla documentazione necessaria e che in data 16.04.2012 si è conclusa la fase preliminare della stessa con la notifica all’autorità proponente di un parere della Commissione VIA-VAS i cui si fornivano le indicazioni per la stesura dello Studio integrato ambientale (Sai) e della documentazione necessaria ad attivare la Consultazione transfrontaliera prevista dalla procedura medesima; da tale data risultano trascorsi più di due anni senza che l’iter di approvazione proseguisse;
  • al ritardo nel pieno sviluppo dei suoi traffici e nel rendere pienamente operanti gli strumenti di programmazione ha contribuito il clima di elevata conflittualità registrata in seno al Comitato portuale in particolare nel corso dell’ultimo anno;

Considerato che:

  • gli organi dell’Autorità portuale risultano in scadenza alla fine dell’anno in corso, e a breve scadranno i tre mesi di tempo ad essa antecedenti entro i quali provincia, comuni e camera di commercio industria e artigianato dovranno comunicarLe la terna di nominativi all’interno della quale nominare, d’intesa con la Regione, il nuovo Presidente dell’Autorità portuale ;

Appreso che:

  • l’Autorità portuale di Trieste in data 7 agosto 2014 ha emanato una richiesta di “manifestazione di interesse” per il ruolo di Segretario generale, richiedendo soltanto la seguente documentazione: a) curriculum vitae; b) lettera con motivazione della richiesta; c) lettera di referenze, e che nella manifestazione di interesse non si fa neanche cenno a titoli di studio richiesti e ai requisiti di esperienza e comprovata qualificazione professionale nel settore così come disciplinato dall’art. 10 della Legge 84/94;
  • l’Autorità portuale di Trieste in data 12 febbraio 2014 aveva emanato un avviso per la concessione di aree all’interno del Porto vecchio, a cui aveva risposto, fra gli altri, anche la Curia di Trieste, intenzionata a costruirvi una chiesa. Si è recentemente appreso dalla stampa che sul sito della diocesi in data 14 luglio 2014 è apparso un comunicato stampa ufficiale in cui si afferma che la realizzazione dell’opera non comporterebbe alcun proprio coinvolgimento organizzativo e finanziario. Tuttavia, il “Regolamento di esecuzione del Codice di Navigazione”, al quale il bando rinvia, stabilisce all’art. 11 che “le spese di istruttoria, comprese quelle inerenti a visite, ispezioni, consegne, le spese di ogni genere relative alla stipulazione, alla copiatura, alla registrazione delle licenze e degli atti di concessione e ogni altra spesa dipendente dalla domanda di concessione, sono a carico del richiedente, il quale deve eseguire, all’atto della presentazione della domanda, un deposito in numerario presso la cassa dell’ufficio del compartimento, nella misura da questo stabilita”. Il successivo art. 16 dispone che: “Il concessionario deve corrispondere anticipatamente le singole rate del canone, nella misura e alle scadenze determinate nell’atto di concessione. Per le concessioni con licenza di durata non superiore al biennio il canone è pagato anticipatamente per l’intera durata. Per le concessioni di durata superiore al biennio il canone è pagato anticipatamente a rate biennali”. Inoltre, l’art. 17 disciplina come il concessionario debba depositare una cauzione, “il cui ammontare è determinato in relazione al contenuto, all’entità della concessione e al numero di rate del canone il cui omesso pagamento importa la decadenza della concessione a norma dell’art. 47, lett. d) del codice di navigazione”. Da quanto sopra riportato non risulta chiaro nel caso in questione su chi abbiano pesato i costi di presentazione della domanda e su chi peseranno i canoni obbligatori, o se l’Autorità portuale vi abbia soprasseduto e abbia intenzione di soprassedervi determinando così un danno erariale;
  • così come riportato diffusamente sulla stampa locale, che il PM contabile della Corte dei conti avrebbe aperto un fascicolo ipotizzando un danno erariale in seguito alla presentazione di un esposto da parte del Segretario regionale della CGIL del Friuli Venezia Giulia, in cui si evidenziava come recenti procedure di reclutamento del personale relative a quattro nuove assunzioni le cui domande sono scadute in data 22 agosto 2014 non rispettino le regole concorsuali per la pubblica amministrazione a cui le Autorità portuali sono vincolate;

Considerato che

  • nella relazione della Corte dei Conti relativa agli esercizi 2011 e 2012 venivano rilevate in relazione all’Autority tre criticità: il superamento della pianta organica vigente nel ruolo della dirigenza; il mantenimento della partecipazione totalitaria in alcune società che gestiscono i servizi di interesse generale e le partecipazioni azionarie; l’ingente contenzioso relativo alla riscossione dei canoni demaniali pregressi;
  • i fatti appresi, qualora inequivocabilmente accertati, determinano conseguenze negative sul bilancio dell’Autorità portuale di Trieste.

Si chiede di sapere:

quali determinazioni e iniziative intenda intraprendere nel suo ruolo di Autorità di vigilanza ai sensi dell’art. 12 comma 2 lettera a) della Legge 84/94 e in vista dell’imminente scadenza degli Organi dell’Autorità portuale, a cominciare dal Presidente, e della nomina per il quadriennio 2015 – 2018.

 

On. Migliore

Roma, 8 settembre 2014

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