Omofobia: alunno picchiato da professore è punta dell’iceberg. Subito un piano contro le discriminazioni a scuola

maestra arrestata bagnolo di po

Quanto accaduto in provincia di Perugia, dove un professore avrebbe picchiato davanti ai compagni di classe un alunno dopo avergli detto ‘Essere gay è una brutta malattia, e tu ne sai qualcosa’, è un fatto gravissimo, ma pur sempre solo la punta dell’iceberg”. Sono infatti mesi che denuncio la pericolosissima deriva che ha preso il mondo della scuola: una vera e propria criminalizzazione del diverso, con simposi in classe su come guarire dall’omosessualità, giovani che tentano il suicidio per le umiliazioni subite, liste di proscrizione per gli istituti scolastici che intervengono per promuovere l’inclusione. Quest’ultima vicenda, dove si è passati addirittura dalla violenza verbale a quella fisica, dimostra che da troppo tempo il limite è stato superato: non possiamo più permettere nel silenzio e nell’indifferenza che la dignità dei nostri ragazzi venga calpestata dall’ignoranza e dal pregiudizio. Il Ministero dell’Istruzione deve mettere in campo nell’immediato un piano nazionale contro le discriminazioni a scuola per orientamento sessuale e identità di genere, investendo sulla formazione degli insegnanti e sulla loro educazione al rispetto. E lo deve fare senza prestare il fianco a gruppi integralisti quali le ‘Sentinelle in piedi’ o ‘Manif pour tous’, che di fatto trovano i propri fondamenti nella divisione e nello scontro sociale, ma soprattutto a una politica retrograda che ha fin troppo condizionato le scelte degli ultimi anni, promuovendo crociate demagogiche contro i diritti di gay e lesbiche. Mi aspetto dal ministro Giannini seri e immediati provvedimenti.

Alessandro Zan 

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