Malessere e razzismo, i veri virus diffusi dalla Lega anche attraverso atti come quello di Cossato

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Un’epidemia si sta diffondendo per il Paese, non è la temuta Ebola, ma quella del razzismo, abilmente fomentata e rintuzzata da esponenti politici, in particolare della Lega, che non esita ad utilizzare figure istituzionali per perseguire questo fine.

E’ il caso di Cossato, in provincia di Biella, dove il Sindaco Claudio Corradino, ha firmato un’ordinanza “anti ebola” che prevede il divieto di dimora, anche occasionale, per le persone prive di regolare documento d’identità e di certificato medico rilasciato dalla competente Unità locale socio sanitaria con tanto di obbligo a sottoporsi entro tre giorni a visite mediche.

Non vi è alcuna evidenza scientifica che possa motivare una simile azione se non quella di aumentare il malessere sul quale la Lega Nord trae gran parte dei propri consensi. Parlare alla pancia risulta ancora una volta l’espediente preferito degli esponenti leghisti.

Ho chiesto al Ministro se intenda prendere provvedimenti rispetto ad un uso tanto strumentale di atti amministrativi da parte di un Sindaco e per sollecitare una campagna capillare e chiara di poche e semplici informazioni sul virus, sulle modalità di contagio e sulle precauzioni igieniche, al fine di evitare allarmismi inutili e corsa ai controlli per non  provocare disinformazione e altre forme di razzismo.

Fabio Lavagno

 

Interrogazione a risposta scritta
Al Ministro dell’Interno
Per sapere, premesso che :
da quanto si apprende il sindaco del comune di Cossato, in provincia di Biella, ha firmato
un’ordinanza c.d. “anti ebola” che prevede il divieto di dimora, anche occasionale, per le persone
prive di regolare documento d’identità e di certificato medico rilasciato dalla competente Unità
locale socio sanitaria con tanto di obbligo a sottoporsi entro tre giorni ad una visita dove gli
immigrati avranno l’obbligo di sottoporsi a visite mediche, soprattutto in relazione all’eventuale
presenza di malattie infettive, quali ad esempio la Tbc, l’Ebola, la scabbia o l’epatite. Se la persona
non sosterrà i test medici verrà ritenuta irregolare sul territorio italiano e quindi soggetta a foglio di
via;
la strumentalità politica di tale ordinanza è resa evidente dalle dichiarazioni dall’ex Presidente della
Regione Piemonte On. Roberto Cota: “presenteremo mozioni per impegnare i sindaci ad adottare
l’ordinanza. Li invitiamo, se davvero hanno a cuore la salute dei loro concittadini, a seguire il
nostro esempio. Questa sarebbe materia di competenza dello Stato o della Regione, ma visto che né
l’uno né l’altra se ne occupano, ci pensiamo noi a impegnarci in un’iniziativa contro i problemi
creati dall’immigrazione irregolare e incontrollata”;
secondo il Ministero della Salute, in Italia sono state attivate tutte le possibili misure di
preparazione e risposta a livello nazionale, regionale e locale, nell’evenienza che si debba gestire un
sospetto caso di EVD, e anche nel caso di particolari minacce per la salute, il sistema di sanità
pubblica è in grado di rispondere, in base alle indicazioni centrali, al loro contenimento, essendo
presenti, sul territorio, due strutture dotate di laboratori di massima sicurezza e di stanze ad alto
isolamento, nonché il protocollo per il trasporto in alto biocontenimento di pazienti affetti da febbri
emorragiche virali;
riguardo la correlazione tra migranti in fuga e rischio di propagazione del virus ebola nel nostro
Paese, quanto dichiarato da uno dei massimi esperti nel nostro Paese, il dottor Giuliano Rizzardini
dell’ospedale Sacco di Milano a la Repubblica il 26 ottobre 2014 rispetto ai probabili ricoveri di
migranti affetti dal virus, dichiara che: “Se intendente i migranti che arrivano dai barconi,
sicuramente mai. Troppo lungo il viaggio per raggiungere le nostre coste, troppo breve il tempo di
incubazione, da due a venti giorni. Per il resto non abbiamo scali diretti con le zone calde del virus,
cioè la striscia di occidente africano dalla Guinea alla Liberia e gli aeroporti direttamente interessati
come Parigi o Bruxelles sono ben presidiati. Molto improbabile, dunque, che un malato conclamato
raggiunga l’Italia. Al massimo potrà capitare un volontario che lavora nelle zone a rischio, come i
due medici appena rientrati dalla Sierra Leone e attualmente in quarantena precauzionale. Ma io
scommetterei, con la prudenza dell’esperienza, che non succederà” -:
se il Ministro sia a conoscenza delle problematiche sopra esposte e se intenda procedere, in tempi
rapidi, una campagna capillare e chiara di poche e semplici informazioni sul virus, sulle modalità di
contagio e sulle precauzioni igieniche, adottando misure idonee al fine di evitare allarmismi inutili e
corsa ai controlli per non provocare disinformazione e altre forme di razzismo e se intenda
procedere, rispetto all’abuso, se valutare azioni rivolte ad evitare che atti amministrativi come quello
riportato in premessa siano utilizzati con tali evidenti intenti strumentali.

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