Mafia: catena spagnola di ristoranti inneggia alla mafia. Presentata interrogazione parlamentare

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Al Ministro degli affari esteri.

 

— Per sapere – premesso che:

sulla guida della città spagnola di Valencia, pubblicata dal Touring Club italiano, nella

serie «Cartoville» nel 2009 e ristampata in anni successivi, si legge l’indicazione del ristorante sito in

Avenida de Francia, il cui nome è «La Mafia se sienta a la mesa» (tradotto «La mafia si siede a tavola»);

nella didascalia illustrativa si legge: «Quando la mafia si siede a tavola, il risultato è una cucina

italiana curata; fotografie di mafiosi, pizza e pasta di tutti i colori e in tutte le salse; alla carta 20 euro»;

la presenza in Spagna di diversi ristoranti appartenenti alla medesima catena è testimoniata non

solo da questa paradossale segnalazione turistica (che successivamente il Touring Club ha promesso di

rimuovere, ammettendo l’errore davvero clamoroso) ma anche dal sito Internet www.lamafia.es, che ha

persino una pagina Facebook;

si tratta all’evidenza di un’iniziativa imprenditoriale contraria ai più elementari principi di ordine

pubblico e di tenuta democratica. A parti invertite, sarebbe come se in Italia aprisse un ristorante il cui

nome recasse riferimenti all’ETA; peraltro, appare che le autorità spagnole trascurino drammaticamente la

portata culturale e di costume che la tolleranza di questi ristoranti riveste, posto che il fenomeno mafioso

— pur nelle sue declinazioni operative sempre mutevoli e adattabili — conserva viceversa un preciso e

costante codice di comportamento, che include pubbliche posture, metodi di relazione, eloquio e apparato

immaginifico, i quali viaggiano, talvolta in modo molto sottile, talora in modo ostentato, nelle abitudini

sociali, quali a esempio il vestiario, il tipo di automobili e anche il convivio e il mangiar fuori;

non si può escludere che — a prescindere dall’effettiva proprietà giuridica della catena — un certo

implicito consenso a condurre una simile attività sia stato ottenuto dai gestori da parte dei vertici mafiosi

italiani –:

se non ritenga di verificare, tramite la convocazione dell’ambasciatore spagnolo in Italia, quale livello

di conoscenze sui fatti sia in possesso delle autorità spagnole e se queste non ritengano, nell’esercizio dei

loro poteri autorizzativi, di intervenire – se non per la chiusura della catena – quantomeno per il cambio del

nome. (4-06177)

 

Claudio Fava

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