La cattiva lezione anti-gay di Moncalieri (e non solo…). Presentata interrogazione parlamentare

Scuola1

 

Ha fatto molto discutere la lezione tenuta da un’insegnante di religione in un istituto superiore di Moncalieri. La docente avrebbe sostenuto che l’omosessualità è un problema psicologico da cui è dimostrato scientificamente che si può guarire. Una condizione, quella di essere gay, che a suo dire si può curare. L’episodio è stato riferito dagli allievi al presidente dell’istituto, che ha appunto avviato una indagine interna. L’omosessualità non è affatto una malattia e questi messaggi sono completamente sbagliati e discriminanti, soprattutto se partono proprio dalla scuola, istituzione in cui si forma la cittadinanza del presente e del futuro. Considerazioni doverose perché al caso di Moncalieri ve ne potrebbe essere uno analogo dopo le tesi espresse su un bollettino religioso da parte di un’insegnante di Ivrea. Per questi motivi ho depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro quali azioni intenda mettere in atto per contrastare casi analoghi di omofobia dei docenti negli istituti statali.

Fabio Lavagno

 

Di seguito il testo dell’interrogazione:

Interrogazione a risposta scritta
Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Per sapere, premesso che :
all’Istituto Tecnico industriale Statale Pininfarina di Moncalieri, in provincia di Torino, una
professoressa di religione ha dedicato l’intera ora di lezione a convincere gli alunni che essere gay è
“un problema psicologico da cui è dimostrato scientificamente che si può guarire”;
secondo fonti giornalistiche, la professoressa infatti ha raccontato agli alunni la storia di un medico
che, dopo essere stato omosessuale, si è sposato “e ha anche avuto dei figli grazie alla psicanalisi”.
L’episodio riportato parla di un uomo che, traumatizzato nella prima infanzia dalla vista del
cadavere della madre, si sarebbe sentito attratto dalle persone del suo stesso “per timore di essere
abbandonato da quelle dell’altro” e che dopo diversi mesi di terapia si sarebbe “convertito”
all’eterosessualità;
la docente ha poi detto di aver espresso la sua contrarietà alle adozioni per le coppie dello stesso
sesso e riconosciuto che però anche in queste vi possa essere “amore per i figli, soprattutto se si
tratta di due donne con un forte istinto materno”;
la denuncia è stata raccolta dal preside dell’istituto, Stefano Fava, che ha contattato la docente e
chiesto chiarimenti. Questa ha confermato solo in parte: parlando con il preside, ha spiegato di aver
illustrato le diverse teorie sull’omosessualità;
il preside fa sapere che aprirà una specie d’indagine interni per verificare l’accaduto e se sia il caso
di prendere dei provvedimenti coinvolgendo l’ufficio scolastico regionale;
inoltre, il presidente di Arcigay Torino Marco Giusta, fa sapere che non è la prima volta che nelle
scuole della provincia di Torino si verificano episodi di questo tipo;
Don Carrega, delegato della Diocesi per le questioni per gli omosessuali, fa sapere che
l’omosessualità non è una materia che rientra nei programmi scolastici, e che la questione rientra
puramente nell’ambito del confronto personale che ogni docente ha con i suoi allievi;
Vittorio Lingiardi dell’università La Sapienza di Roma, durante il convegno internazionale di due
giorni organizzato lo scorso settembre per la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, fa
sapere che adolescenti gay, lesbiche, bisessuali o con orientamento sessuale non definito, hanno una
propensione maggiore al suicidio, rispetto ai coetanei eterossessuali -:
se il Ministro sia a conoscenza delle problematiche sopra esposte e come intende procedere per
contrastare casi analoghi di omofobia dei docenti negli istituti statali.
On. Fabio Lavagno

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