Intervento di Gennaro Migliore sulla grave calamità naturale che ha colpito la Puglia

Di seguito il testo dell’intervento:

GENNARO MIGLIORE. Signora Presidente, colleghe e colleghi, anche noi vogliamo esprimere dolore e cordoglio per le vittime e solidarietà e vicinanza alle comunità garganiche che hanno subito l’ennesimo disastro sul nostro territorio. È nostro compito come Parlamento però trovare le parole e anche gli atti che possano impedire di farci ritornare alla memoria vicende che abbiamo, ahimè, tragicamente già conosciuto da Sarno a Scaletta Zanclea. La vicinanza a quelle popolazioni non può farci ignorare che, se è vero che è la natura che ci porta la pioggia, i disastri ci vengono dati dall’uomo e dal suo intervento scellerato.
Quello era un territorio – come è stato ricordato – nel quale, già nel 1982, ci fu una gravissima alluvione, ma da allora sono stati costruiti, in ambiti che potevano essere il naturale deflusso e scolo delle acque in una zona carsica, interi quartieri. L’abusivismo, la deforestazione, l’appiattimento delle colline, la manutenzione dei canali di scolo che non c’è e l’impermeabilizzazione del suolo sono i veri agenti che hanno determinato questa ennesima sciagura.
Per questo motivo, bisogna riaggiornare le mappe del rischio e intervenire con un esercito, un esercito però di ingegneri, geologi, un esercito di competenti che possano anche agire non solo per una necessaria manutenzione del territorio e per impedire che vi sia ancora il dissesto idrogeologico in ogni angolo del nostro Paese, ma anche per provvedere ad eventuali piani di riallocazione delle abitazioni e anche degli insediamenti umani che non possono essere sottoposti a questi rischi ricorrenti.
La nostra vicinanza e il nostro ringraziamento va ovviamente anche a coloro i quali – come sempre nella Protezione civile e nei vigili del fuoco – si sono prestati fin dal primo momento a curare l’emergenza, ma quello che dobbiamo fare noi, che siamo il legislatore, è innanzitutto prevenire questa emergenza e pertanto io spero che questa possa esserePag. 69un’occasione non solo di ricordo ma anche di azione.

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