Imu su enti religiosi, forse anche l’Europa ci chiede di eliminare il privilegio

ici3

Sono tanti anni che si discute dell’esenzione della tassazione immobiliare, ICI prima, IMU poi, sul patrimonio degli enti religiosi. I beni della Chiesa cattolica, in particolare, sfuggono a qualsiasi radiografia catastale. L’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (Apsa) ha a bilancio beni per soli 50 milioni, ma si tratta di valori storici inattuali. I giudici europei  hanno deciso di ammettere nel merito un ricorso che potrebbe costare agli enti ecclesiastici che operano in Italia, secondo quanto stima l’ANCI, fino a quattro miliardi di euro. Se tale stima venisse confermata si tratterebbe di una cifra analoga a quanto è costato mantenere la promessa elettorale di Berlusconi sull’eliminazione dell’IMU sulla prima casa. Per questo motivo, ho presentato un’interrogazione parlamentare e un emendamento alla legge di stabilità per chiedere, fin da subito, delle misure che riducano un favore fiscale così palesemente vantaggioso agli Enti Ecclesiastici.

Fabio Lavagno 

 

Interrogazione a risposta scritta
al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Per sapere – premesso che :
Il regime fiscale di favore concesso ad alberghi, scuole e cliniche gestite dagli enti ecclesiastici
oggetto di una denuncia nel 2012 da parte dall’ex deputato Maurizio Turco e il fiscalista Carlo
Pontesilli ha ottenuto una condanna;
oggetto della denuncia era lo sconto del 100% sull’ICI, in seguito IMU, e sul 50 % sulle tasse del
reddito, ovvero l’ires sulle attività nei settori dell’istruzione e della sanità privata, ovvero un
sistema di favore che per l’Antitrust europeo distorceva il mercato, favorendo i beneficiari rispetto
ai concorrenti che le tasse le pagavano tutte;
con una decisione del 29 ottobre 2014 dell’Ottava sezione del Tribunale, che ha applicato una
nuova norma del Trattato di Lisbona, la corte del Lussemburgo ha dato torto alla Commissione
Europea che chiedeva l’irricevibilità della causa e rinvia la questione a un giudizio sul merito;
i giudici europei hanno deciso di ammettere nel merito un ricorso al quale la Commissione
Europea avrà tempo fino al 10 dicembre per presentare una memoria difensiva in grado di
giustificare la decisione di non chiedere i rimborsi per “generale e assoluta” impossibilità di
procedere al recupero. Poi saranno i ricorrenti a presentare una memoria e infine si arriverà a
sentenza;
nel 2012 il Governo italiano, dopo un negoziato con la commissione Europea, riuscì ad evitare il
recupero dei soldi trattenuti dagli enti ecclesiastici e ottenuto la chiusura del dossier sul futuro
varando nuove regole che avrebbero potuto rendere più rigoroso l’accesso agli sgravi fiscali;
i ricorrenti sono pronti ad allegare alla causa pendente di fronte ai giudici del Lussemburgo la
documentazione per dimostrare che di fatto rispetto alla condanna del 2012 nulla è cambiato,
impugnando anche la circolare del Ministero dell’Economia della scorsa primavera che ha definito
nel dettaglio le nuove norme, secondo i denuncianti interpretando in modo troppo estensivo la legge
con favori fiscali particolarmente ampi a vantaggio dei beneficiari;
secondo una prima stima dell’associazione nazionale dei comuni, sarebbero 4 miliardi di euro per
l’ammontare di ICI prima e IMU poi non versati dal 2008 ad oggi -:
se il Ministro sia a conoscenza delle problematiche sopra esposte e se intenda procedere, già a
partire dalla Legge di stabilità, ponendo in essere misure, anche di natura cautelativa, misure che
riducano un favore fiscale così palesemente vantaggioso.
On Fabio Lavagno
On. Luigi Lacquaniti

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *