Immigrati: il 18 Ottobre in Sicilia per dire basta alla schiavitù

caporalato

Da diverso tempo associazioni e sindacati lottano nell’ombra dei campi contro uno degli scempi più dolorosi del nuovo schiavismo sulla pelle dei lavoratori stranieri. Da tempo, nelle campagne del ragusano, avviene questo ignobile doppio sfruttamento, agricolo e sessuale, ai danni delle donne straniere impiegate nella raccolta degli ortaggi. La stampa ha scoperchiato una realtà diffusa, fatta di abusi sessuali, aborti clandestini, veri e propri festini nel silenzio delle cascine.Il 18 ottobre saremo in questi luoghi, al fianco della Flai Cgil, per conoscere più da vicino questa desolante realtà. Andremo nella Provincia di Ragusa per ascoltare queste donne, queste lavoratrici di diverse nazionalità e provenienza, per conoscere le loro famiglie e concordare ogni tipo di azione al fianco del sindacato e delle associazioni al fine di combattere questo fenomeno di sopruso, violenza, omertà. Un fenomeno allarmante, figlio della peggior involuzione del caporalato agricolo, che deve essere fermato al più presto. Saremo in Sicilia nelle stesse ore in cui altri saranno per le strade di Milano a blaterare al vento di ‘invasioni’ e di ‘difesa dei confini’. Per questo abbiamo deciso di recarci in Sicilia, linea di confine delle migrazioni mediterranee, proprio il 18 ottobre. Agli slogan della Lega Nord vogliamo contrapporre questa dura realtà.

Ileana Piazzoni (LeD) – Khalid Chaouki (PD)

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