Il nostro Paese deve ancora spendere entro fine anno 20,2 miliardi di euro. Una incapacità evidente a gestire le risorse strutturali

 

fondi_strutturali_eu-e1383303961835Quest’oggi si è svolta a Montecitorio l’informativa del sottosegretario Graziano Delrio sull’utilizzo delle risorse dei fondi strutturali comunitari. Il nostro Paese deve ancora spendere entro fine anno una cifra enorme, pari a 20,2 miliardi di euro di residuo di fondi europei, di cui 15,3 miliardi nelle regioni di convergenza. Un ritardo grave, che incide negativamente sull’inizio della programmazione dei fondi per il 2014-2020, dovuto all’inefficienza di alcune amministrazioni e alla lentezza nella presentazione di moltissimi progetti. Senza contare che il cofinanziamento europeo è stato ridotto, a causa della crisi, in ben 16 Paesi europei, tra cui l’Italia, dal 50 al 25%, nonostante questa riduzione non sia stata destinata nel nostro Paese al cofinanziamento di altri programmi, ma sia rimasta a disposizione delle Regioni. E’ indubbio che vi sia da troppo tempo, in Italia, una incapacità evidente di gestire le risorse strutturali che arrivano dall’Europa e di cantierare interventi davvero significativi, che potrebbero segnare un punto di svolta per il rilancio dell’occupazione e per una reale tutela dell’ambiente e del territorio. Per questo è essenziale rimodulare il Patto di Stabilità e vigilare affinché le risorse del piano di azione e coesione, sottratte ai vincoli temporali Ue, siano accessibili e utilizzabili sin da subito dai territori che dispongono di progetti immediatamente cantierabili, con una via preferenziale per le zone maggiormente depresse del Paese, a cominciare dal Meridione.

Alessandro Zan

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