Gay/Veneto: mozione Lega Nord in consiglio regionale pro famiglia naturale, “nuovo manifesto della razza”

Nelle prossime settimane la Lega Nord ripresenterà in Consiglio Regionale veneto una mozione – la n. 270 – che impegna la Giunta a individuare una data per celebrare la “Festa della Famiglia Naturale”, fondata “sull’unione tra uomo e donna”. Nell’atto – sottoscritto dai consiglieri regionali Lazzarini, Caner, Finco, Bassi, Finozzi, Cappon, Falconi, Toscani, Ciambetti, Stival, Manzato, Baggio e Possamai e presentato il 4 luglio scorso – si leggono chiari richiami al concetto di famiglia naturale fondata sulla procreazione come “unico adeguato ambito sociale in cui possono essere accolti i minori in difficoltà”, nonché attacchi all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) per la messa in pratica della strategia nazionale LGBT e al Documento Standard per l’educazione sessuale in Europa redatto dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; questi ultimi accusati  dai consiglieri firmatari di rappresentare una “aperta propaganda contro la famiglia naturale, soprattutto nel mondo scolastico”.

Consiglio Regionale Veneto

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Quella mozione è un nuovo manifesto della razza, che fa della discriminazione e della diseguaglianza tra famiglie il suo punto forte, in un susseguirsi di disinformazione, strumentalizzazione, pregiudizi e stereotipi della peggior specie”. E’ il duro commento dell’on. Alessandro Zan, esponente della comunità LGBT e deputato veneto di Libertà e Diritti. “Leggere ancora atti del genere tra i lavori del Consiglio Regionale veneto rammarica, perché si tratta di iniziative che macchiano la cultura accogliente e solidale dei veneti: quegli stessi veneti che a migliaia hanno partecipato – anche con le proprie famiglie “naturali” – ai Gay Pride di Vicenza e Venezia, manifestando la propria vicinanza e il proprio sostegno alla comunità LGBT e dichiarandosi a favore della parità dei diritti tra coppie gay ed eterosessuali e di un’unica definizione di amore, che fa di ogni famiglia un soggetto degno di diritti e tutele. Quel documento” prosegue il parlamentare di LeD, “offende tutti i cittadini della nostra Regione, compresi coloro i quali sono impegnati con un mandato politico all’interno dell’Ente. Ciò che tuttavia indigna maggiormente” incalza Zan, “è il silenzio del governatore Zaia, che rimane ai margini di una iniziativa che proviene dal suo partito e che di fatto getta fango sulla mozione contro l’omofobia approvata all’unanimità in Consiglio Regionale nel febbraio del 2012, e così sugli impegni concreti contro le discriminazioni che avrebbero dovuto seguirvi. Mi auguro” conclude il deputato, “che il Consiglio Regionale sappia emarginare iniziative di questo tipo, che rischiano di istigare all’odio e alla criminalizzazione del diverso, strumentalizzano in modo ridicolo provvedimenti quali il ddl Scalfarotto contro l’omofobia, arrivando a sostenere  nel testo dell’atto che ‘chi si dichiarerà contrario al matrimonio fra persone dello stesso sesso sarà punito con 1 anno e 6 mesi di reclusione’. Una bugia di bassa Lega, che conferma ancora una volta la necessità di rinnovare radicalmente la guida politica della nostra Regione, mettendola nelle mani di persone più competenti e meno ancorate a stereotipi, degne insomma di rappresentare un’istituzione di rilievo come la Regione Veneto”.

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