Gay: Regione Veneto approva mozione su famiglia naturale. Atto che calpesta la Costituzione, faremo ricorso

Consiglio Regionale Veneto

Consiglio Regionale Veneto

Con un voto fulmineo di 30 consiglieri regionali a favore e 20 contro, il Consiglio della Regione Veneto ha approvato poco fa la mozione n. 270, presentata dalla Lega Nord, sulla famiglia naturale fondata ‘sull’unione tra uomo e donna’ e sull’istituzione di una discriminatoria e antistorica ‘festa della Famiglia’, impegnandosi a chiedere al Governo la non applicazione in Italia del Documento Standard per l’educazione sessuale in Europa, redatto dall’ufficio europeo dell’OMS. Si tratta di una bruttissima pagina per veneti e per il Veneto, che nasconde un vero e proprio fallimento della politica di Zaia e una disarmante incapacità di rispondere alle esigenze reali delle famiglie: invece che varare provvedimenti che le tutelino e le risollevino dalla crisi, si sono sprecati tempo e risorse pubbliche per valorizzare l’omofobia e criminalizzare la diversità, aumentando il divario tra le tante famiglie. Con questo provvedimento, nello stesso giorno in cui il la Chiesa, attraverso il Sinodo sulla famiglia, apre all’accoglienza delle persone omosessuali e delle loro unioni, il Veneto torna indietro di decenni e va sfacciatamente contro il principio costituzionale di eguaglianza e non discriminazione. Per questo promuoveremo un ricorso alla Corte Costituzionale, affinché sia ripristinato e garantito il rispetto dei diritti fondamentali del cittadino, senza distinzione alcuna. Il silenzio omertoso del governatore Zaia sulla vicenda, infine pone la conferma che quest’Amministrazione regionale fa carta straccia degli impegni presi in precedenza: la mozione contro l’omofobia che era stata approvata dallo stesso Consiglio regionale nel febbraio del 2012 oggi è stata calpestata, assieme a tutti i cittadini che tutelava, dall’ignoranza e dai pregiudizi di chi ha voluto istituzionalizzare la discriminazione e trasformare un Consiglio regionale contro l’omofobia in un Consiglio regionale omofobo.

Alessandro Zan

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *