Farmaco contro mesotelioma negato: un fatto grave che non deve ripetersi. Presentata interrogazione

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E’ grave quanto riportano gli organi di stampa secondo cui una signora si è vista negare per mesi dall’Asl un farmaco per la cura del mesotelioma pleurico, tumore legato all’esposizione all’amianto, trovandosi a dover ricorrere ad uno specialista privato per ottenerlo dietro pagamento.

Ancora più grave che il caso sia avvenuto nell’asl di Vercelli ovvero a poche decine di chilometri da Casale Monferrato, città martire dell’amianto.

Nonostante l’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta sia già intervenuto puntualmente sulla questione, abbiamo voluto presentare un’interrogazione parlamentare per evitare che simili casi possano ripetersi in altre parti del Paese dove la sensibilità sull’amianto e sulle patologie asbesto-correlate possano essere inferiori rispetto alla realtà piemontese.

Fabio Lavagno

 

Di seguito il testo dell’interrogazione:

Interrogazione a risposta scritta

LAVAGNO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

il mesotelioma è una neoplasia che origina dal mesotelio, lo strato di cellule che riveste le cavità

sierose del corpo. La quasi totalità dei casi attualmente rilevati del tumore si riferisce a mesotelioma

pleurico, ed è correlata all’esposizione alle fibre aerodisperse dell’amianto (asbesto), con una latenza

temporale particolarmente elevata che va dai 15 ai 45 anni e un decorso di 1 o 2 anni;

una donna bresciana malata di mesotelioma pleurico, una patologia gravissima causata

dall’esposizione all’amianto, a maggio si rivolge all’ospedale di Borgosesia (Vercelli), con la richiesta

del medico specialista per consentire l’utilizzo del farmaco, per avere gemcitabina, farmaco il cui uso è

richiesto per una patologia non compresa tra quelle per cui è registrato ma la cui efficacia è dimostrata

scientificamente;

la gemcitabina è un farmaco inserito nella legge n. 648 del 1996 tra quelli che possono essere forniti

in casi particolari senza attendere l’autorizzazione della commissione farmaceutica interna dell’Asl, anche

se non è tra le medicine direttamente previste per i malati di mesotelioma, ma è una «off label» efficace su

questo tipo di tumore;

l’asl vercellese avrebbe negato per mesi il farmaco alla donna, vedendosi così peggiorate le sue

condizioni di salute. Il motivo sarebbe stato la mancata pronuncia della commissione farmaceutica interna;

la donna si è quindi vista costretta a rivolgersi privatamente allo stesso primario di oncologia dell’Asl

di Vercelli e, dietro pagamento, è riuscita ad ottenere immediatamente il farmaco –:

se non ritenga che l’accaduto possa dipendere dai continui tagli ai servizi sanitari e, viste le notizie di

stampa, che danno conto di possibili nuove riduzioni di risorse per la sanità, quali garanzie intenda dare il

Ministro sul fatto che non saranno compromessi i diritti dei cittadini. (4-06029)

 

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