Dichiarazione di voto LED di Martina Nardi su delega codice della strada

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Gentile Presidente, signori deputati, il denso lavoro di Commissione è figlio della caparbietà del presidente Meta e dell’ottimo relatore Gandolfi, che hanno orientato il nostro lavoro alla concretezza e guidato la discussione con capacità e cognizione di causa, che per questo ringrazio.
Dopo più di vent’anni il Parlamento si appresta a indicare con chiarezza al Governo le modifiche sostanziali del nuovo codice della strada.
Una riforma attesa che mira a modernizzare e a semplificare, punta ad aumentare la sicurezza e soprattutto si pone l’obiettivo di tutelare i soggetti vulnerabili, il tutto in sintonia con la legislazione europea in materia.
Il codice della strada è la carta che regolamenta molto della nostra vita e della vita delle nostre città, pertanto avere uno strumento moderno snello meno burocratizzato è stato fin da subito un obiettivo della Commissione.
Si è voluto introdurre nella delega obiettivi che mirano al raggiungimento di regole certe, semplici e meno soggette ad interpretazione. Per ottenere ciò si è proceduto da un lato delegificando su ciò che ha carattere prevalentemente tecnico e dall’altro semplificando la segnaletica, le sanzioni e le casistiche per i ricorsi amministrativi e giurisdizionali. Quindi razionalizzare per semplificare in modo da ridurre gli adempimenti a carico dei utenti.
La delega punta, come ho accennato, anche alla revisione dell’apparato sanzionatorio, modificando l’entità delle sanzioni secondo principi di ragionevolezza, proporzionalità, individuando la graduazione delle sanzioni in funzione della gravità.
Quindi, semplificazione e razionalizzazione hanno guidato la Commissione anche nell’indicare la necessità della creazione di un’unica banca dati relativa alle infrazioni stradali e alla promozione della diffusione di sistemi telematici.
Un posto di rilievo è occupato dalla tutela dei diritti dei soggetti vulnerabili quali i pedoni, i bambini, i disabili, senza trascurare i ciclisti. Di questo segno molti emendamenti accolti, anche da me presentati, ne cito uno per tutti che attiene all’inasprimento delle sanzioni amministrative in caso di occupazione degli spazi riservati alle persone disabili o all’utilizzo improprio del contrassegno degli invalidi.
Una legislazione che mette al centro i pedoni e i bambini è il segno di una società che migliora la vivibilità nelle proprie città, che punta alla sicurezza dei suoi cittadini ponendosi l’obiettivo di determinare una nuova coscienza collettiva, una rinnovata cultura di convivenza.
La riduzione a trenta km orari in zone urbane persegue la finalità di tutelare i soggetti così detti vulnerabili, che in realtà dovrebbero essere i protagonisti dei centri urbani, quali i pedoni, e che invece troppo spesso si trovano ad essere i soggetti deboli e per certi versi marginali rispetto alle automobili.
La delega indica misure che incentivino la mobilità ciclistica e pedonale e migliorino la circolazione degli stessi, per questo è stata introdotta la possibilità di transitare nelle corsie riservate ai mezzi pubblici alle biciclette, ai ciclomotori e ai motocicli e con lo stesso spirito è stato consentito l’accesso in autostrada ai motocicli di cilindrata non inferiore a 120 cc.
Decongestionare dal traffico automobilistico le nostre città è stato uno dei temi più ricorrenti del nostro lavoro, questi provvedimenti vanno letti con questa chiave di lettura, che certamente dovranno essere accompagnati ad altri provvedimenti di diversa natura. Questo è solo l’inizio ma altre norme dovranno determinare una diversa e più sostenibile modalità di spostarsi. Riteniamo che si sia fatto un buon lavoro e perciò annuncio il voto favorevole di Led socialisti europei.

MARTINA NARDI

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