Dexia Crediop: continui ad assolvere il suo ruolo importante per il rilancio economico del Paese e si tutelino livelli occupazionali. Presentata interrogazione parlamentare

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DI SALVO. — Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
Dexia Crediop, è una Banca italiana fondata nel 1919, specializzata nei settori delle infrastrutture e dei servizi di pubblica utilità, nel 1999 è entrata a far parte del gruppo bancario franco-belga Dexia. La Banca è oggi controllata al 70 per cento da Dexia Crédit Local, che fa parte del Gruppo Dexia, e partecipata dalla Banca Popolare di Milano, dal Banco Popolare e dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna con una quota del 10 per cento ciascuna;
il tracollo del Gruppo Dexia, dovuto a errate strategie del suo vertice, rischia di determinare la fine di una banca italiana (Dexia Crediop) con una assoluta specializzazione in materia di investimenti;
il gruppo Dexia salvato nel 2008 dal fallimento per la crisi dei subprime grazie agli interventi pubblici dei Governi francese e belga, ha avuto un nuovo tracollo per effetto della crisi del debito sovrano nel 2011 ed è stato oggetto di un secondo salvataggio in quell’anno;
il Gruppo Dexia ha realizzato, nonostante gli aiuti di Stato, una pessima performance ai recenti «stress test», attuati dalla Banca centrale europea, tale da evidenziare la necessità di un’ulteriore ricapitalizzazione;
in data 28 dicembre 2012, la Commissione europea ha approvato il piano di risoluzione ordinata del Gruppo Dexia presentato dagli Stati belga, francese e lussemburghese. Tale piano prevedeva essenzialmente oltre alle dismissioni già realizzate e alla vendita delle entità considerate vendibili in tempi brevi, la gestione in ammortamento senza nuove attività di tutte le entità del Gruppo Dexia ad eccezione di Dexia Crédit Local e di Dexia Crediop, soggette a una specifica disciplina. In particolare, per quanto concerne Dexia Crediop è stata prevista la possibilità di generare nuovi attivi per un importo fino a euro 200 milioni destinati alla clientela esistente per un periodo di un anno dalla data di approvazione del piano da parte della Commissione europea, nel corso del quale Dexia Crediop poteva essere oggetto di cessione;
a inizio 2014 la Commissione europea ha dato riscontro positivo alla domanda degli Stati belga, francese e lussemburghese di estendere fino al 28 giugno 2014 l’autorizzazione che consente a Dexia Crediop la possibilità di generare nuovi attivi destinati alla clientela esistente, nel limite già autorizzato il 28 dicembre 2012, al fine di agevolare il processo dell’eventuale cessione della partecipazione detenuta dal gruppo Dexia in Dexia Crediop;
dal 15 luglio 2014, anche Dexia Crediop è stata coinvolta nel procedimento di «risoluzione ordinata» del Gruppo Dexia, dichiarando la situazione di run-off, gestione in estinzione, la banca cioè non può accordare nuovi prestiti ma gestire solo l’esistente, in assenza di offerte vincolanti di acquisto della partecipazione azionaria del gruppo Dexia in Dexia Crediop medesima;
attualmente la Banca Italiana Dexia Crediop presenta un patrimonio di Vigilanza di 1,3 miliardi di euro al 31 dicembre 2013; inoltre al 30 giugno 2014 ha un margine d’intermediazione consolidato di euro 61 milioni, un utile netto consolidato di 25 milioni di euro e il totale delle attività consolidate pari ad oltre 37 miliardi;
Dexia Crediop appare destinata ad essere liquidata, nell’indifferenza generale, nonostante sia stata da sempre, essenziale e strategica per lo sviluppo del nostro Paese. Recentemente, infatti è stata avviata la procedura per esuberi di personale che riguarda 53 dipendenti appartenenti alle categorie delle aree professionali e dei quadri direttivi, in pratica 1/3 del personale appartenente a tali categorie; e si starebbe per conferire un incarico per la vendita della prestigiosa sede romana della banca;
la situazione di Dexia Crediop è stata oggetto in questa legislatura di atti di sindacato ispettivo, che non hanno avuto alcuna risposta in merito –:
se alla luce di precedenti interventi del Governo italiano a sostegno di gruppi bancari in situazione di crisi, non si ritenga opportuno intervenire al fine di tutelare Dexia Crediop, tenendo presente il ruolo svolto in questi anni nel campo dell’intermediazione finanziaria;
quali azioni intenda adottare al fine di individuare misure che consentano alla Dexia Crediop e alle professionalità che ne fanno parte di continuare ad assolvere al proprio ruolo per il rilancio economico del Paese preservando i livelli occupazionali;
quali atti siano stati posti in essere dal Ministro dell’economia e delle finanze, vista la particolare composizione degli attivi di Dexia Crediop spa, al fine di monitorare il processo di cessione della banca e di verificare l’esistenza di potenziali compratori. (4-06684)

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