Criminalità organizzata spara a Roma, la sicurezza delle periferie non può prescindere dalla legalità

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Tre agguati con arma da fuoco in pochi giorni, a Roma e provincia, oscurati dal clamore di questi giorni nella Capitale, tutto incentrato sulle analisi di razzismo o di povertà e degrado. Ma se si vuole tracciare un’analisi vera e profonda della situazione delle nostre periferie non si può tralasciare il ruolo della criminalità organizzata Solo ieri sera l’ultimo episodio a Frascati. Prima di allora a Tor Bella Monaca e anche nella stessa Tor Sapienza. L’usura e il traffico di droga dominano le dinamiche d’illegalità nelle periferie romane, non di rado utilizzando la manodopera clandestina o i campi rom, sostrato poverissimo e reietto delle nostre città, producendo il prevedibile effetto di scatenare il razzismo distraendo l’attenzione dalla fonte stessa dell’illegalità e del degrado.  Mafie organizzate, autoctone e non, controllano letteralmente queste periferie e non esitano a sparare in mezzo alla strada. Se vogliamo agire davvero per ridare dignità ai quartieri periferici occorre lavorare ovviamente sul piano dei servizi e del decoro urbano, oltre che sulle politiche sociali e culturali, ma senza sottovalutare questa rete profonda, intricata e violenta, che produce odio xenofobo verso coloro che spesso sono solo i terminali di un sistema che produce paura, insicurezza e soprusi.

Ileana Piazzoni

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