Bonus bebè: ecco la risposta alla nostra interrogazione

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Con apposita interrogazione parlamentare avevo chiesto delucidazioni al Ministro del lavoro in merito all’insuccesso del c.d. “bonus bebè”, il voucher di 300 euro introdotto dalla legge Fornero, spendibile per l’acquisto di servizi di baby-sitting, o per il pagamento dei servizi per l’infanzia pubblici o privati. La misura in questione aveva visto stanziati per l’anno 2013 ben 20 milioni di euro, una somma capace di soddisfare per l’anno 2013 oltre 11.000 domande di importo pieno. Tuttavia le richieste soddisfatte all’esito della procedura erano state solamente 3.800. Tale esito dovuto a diverse criticità emerse nell’attuazione della norma in questione: l’elenco degli asili pubblici e privati in cui spendere il contributo, predisposto dall’Inps, comprendeva solo 1.994 strutture sulle 8.200 tra pubbliche e private presenti in Italia; i rigidi termini e lo scarso tempo a disposizione per la presentazione delle domande; la complessità delle procedure, la scarsa pubblicizzazione dell’iniziativa. Per queste ragioni avevo chiesto al Ministro quali iniziative intendesse adottare per rendere più efficienti le procedure e la fruibilità del “bonus bebè”, considerando soprattutto gli stanziamenti già previsti per gli anni 2014 e 2015, e i fondi non spesi del 2013. La risposta del Sottosegretario Biondelli delinea nuove prospettive per un rilancio dell’istituto: verrà rivista la disciplina di dettaglio al fine di semplificare la fruizione dei benefici ed aumentare la platea dei beneficiari; verrà valutata la possibilità di aumentare il voucher fino a 600 euro; verranno messe in atto apposite iniziative per estendere questi benefici alle lavoratrici del pubblico impiego; verranno semplificate le procedure per ottenere questa prestazione, prevedendo la presentazione della domanda entro il 31 dicembre di ciascun anno e non più in un circoscritto lasso di tempo, valutando inoltre la possibilità di erogare il beneficio secondo l’ordine di presentazione della domanda ed abolendo la redazione della graduatoria compilata sulla base dell’ISEE; verrà avviata una capillare campagna informativa. Impegni importanti, che necessiteranno ovviamente di una verifica nel concreto, ma che possono rappresentare un rilancio fondamentale dei servizi di supporto alla maternità, in un Paese come l’Italia, sensibilmente al di sotto della media europea per il tasso di occupazione femminile.

Ileana Piazzoni

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