Alessandro Zan

Alessandro Zan

Alessandro Zan

Durante gli studi superiori, si avvicina ai movimenti per la pace e inizia a coltivare interesse per le tematiche sociali. Politicamente attivo all’interno del movimento LGBT, sin dai tempi dell’università, è stato promotore manifestazioni in favore dei diritti civili. Diverrà presidente della sezione veneto di Arcigay.[3]

Nel dicembre dello stesso anno viene approvata in consiglio comunale l’attestazione di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi, certificato che permette alle coppie di fatto residenti nel Comune di Padova, di veder riconosciuto il proprio legame[4][10] anche al di fuori dell’istituto del matrimonio.[11] Per questo risultato viene invitato dal Consiglio d’Europa a relazionare sui contenuti della mozione.[12] Grazie a questa iniziativa la città veneta diviene la prima città in Italia nella quale le coppie di fatto, sia eterosessuali sia omosessuali, hanno ottenuto un riconoscimento anagrafico come “famiglia fondata su vincoli affettivi”.[1]

Nel 2007, nel mese di febbraio, viene eletto “Europeo della settimana” dalla rete televisiva franco-tedesca arte.[13] Nel marzo dello stesso anno è coordinatore di Diritti Ora, manifestazione che ha l’obiettivo di stimolare il governo Prodi ad approvare una legge per la tutela delle coppie di fatto. Per questo chiede e ottiene la presenza di tre ministri: Barbara Pollastrini, Paolo Ferrero e Alfonso Pecoraro Scanio.

Alessandro Zan (Padova, 4 ottobre 1973) è un politico, attivista per i diritti delle persone LGBT italiano, esponente di Sinistra Ecologia Libertà. È un esponente dalla comunità LGBT, noto soprattutto per aver promosso ed ottenuto il primo registro anagrafico italiano delle coppie di fatto, aperto sia alle coppie omosessuali che eterosessuali.[1] È stato assessore all’ambiente, al lavoro e alla cooperazione internazionale del Comune di Padova[2]. Candidato alle elezioni politiche italiane del 2013, risulta eletto alla Camera dei deputati.

A maggio decide di non aderire al Partito Democratico, in polemica con la decisione del suo partito di fondersi con La Margherita.[2]

A fine anno appoggia l’iniziativa di Immacolata Mannarella, direttrice del istituto penitenziario Baldenich di Belluno, di garantire l’accesso gratuito alle cure ormonali ai detenuti transgender.[14]

Nel giugno del 2009 si candida alle elezioni europee con Sinistra e Libertà, divenendone uno dei fondatori. Nel giugno 2009 è nuovamente eletto consigliere comunale e successivamente nominato dal sindaco Flavio Zanonato assessore della sua giunta con deleghe all’ambiente, al lavoro e alla cooperazione internazionale[2]

Nel settembre 2009 viene eletto nel coordinamento nazionale di Sinistra Ecologia Libertà dall’assemblea nazionale, in seguito è divenuto membro della Presidenza nazionale del partito.

Nel dicembre 2012 è stato il più votato a Padova alle elezioni primarie per la scelta dei candidati parlamentari di SEL, risultando l’unico candidato omosessuale italiano a raggiungere questo risultato.

Per le elezioni del 24 e 25 febbraio 2013 è capolista nella prima circoscrizione del Veneto, per la Camera dei deputati, nel partito di Nichi Vendola.[15]

Il 23 giugno 2014 lascia il gruppo di SEL per entrare nel Gruppo Misto insieme ai colleghi Fabio Lavagno e Nazzareno Pilozzi seguendo la scissione operata dall’ex capogruppo alla Camera Gennaro Migliore per sostenere il Governo Renzi.